Sotto l'etichetta di
"percorsi della storia" sono raggruppati alcuni itinerari
escursionistici che collegano tra loro diversi comuni dell'Alta Langa.
Nell'individuazione di tali percorsi sono state privilegiate quelle
strade che, spesso correndo sulle creste delle colline, sono state
per secoli le principali direttrici del traffico di merci e persone
in Alta Langa.Va infatti sottolineato che, trovandosi tra la pianura
piemontese, il Monferrato ed i porti delle Liguria, questo territorio
ha vissuto per centinaia di anni anche sui proventi, sia diretti (ad
esempio le gabelle, come testimoniano ancora le diverse località
"pedaggera") sia indiretti (da cui la forte presenza di
"ostari", "panatari", mercanti e animali da soma)
di tali commerci.
Le principali merci "in transito", di provenienza ligure,
erano rappresentate per i due terzi dal sale e per la restante parte
da olio, pesce e frutta; da Piemonte partivano invece grano, legumi,
stracci, semola, vino e volatili. E' l'avvento del trasporto su carro
a tagliare fuori l'Alta Langa dai flussi commerciali. Le strade, appositamente
costruite nel XII secolo per incrementare questa attività,
vengono individuate altrove soprattutto a causa delle difficoltà
opposte dalla natura del suolo, dai notevoli dislivelli e dal carattere
torrentizio dei fiumi. La diminuzione del traffico lungo le vecchie
vie costringe la popolazione a vendere le bestie da soma, a cui viene
preferito l'allevamento delle pecore, e in alcuni casi comporta addirittura
la scomparsa, o il loro declassamento a frazione, di comuni come Borrino
e Torre Uzzone.E' dunque proprio sulle tracce dei "conquistatori"
romani, sui percorsi degli imperatori, dei santi e dei pontefici e
sulle orme ancora "fresche" delle armate napoleoniche che
sono stati individuati i "Percorsi della Storia".Gli Itinerari
storici si suddividono in:
Sentiero
della Valle Bormida: Sviluppo complessivo di 45 km. L' itinerario
parte da Saliceto e termina a Cortemilia. Corre sulla dorsale che
separa le valli Bormida ed Uzzone e costituisce, con i suoi quasi
35 km di sviluppo, un percorso valido sia per l' escursionista che
per il ciclista (in MTB ovviamente). E' stato individuato con un occhio
di riguardo proprio quest' ultimo in quanto e' percorribile tranquillamente
in giornata. Occorre infatti evidenziare la carenza di punti di sosta
a meta' del percorso mentre, nel tratto finale, Bergolo e Cortemilia
offrono soluzioni che vanno dal campeggio all' albergo. Il sentiero
e' segnalato con tabelle in legno riportanti il logo "Sentiero
della Valle Bormida" o, piu' semplicemente "V. Bormida".
Sono inoltre presenti tacche rosso-bianco-rosse.
Sentiero della Valle Belbo: Sviluppo complessivo di 50 km.
L' itinerario parte da Castino e temina a Sale Langhe. Corre sulla
dorsale che separa la Valle Belbo e la Valle Bormida per portarsi
in prossimita' di Ceva, da dove eventualmente si possono utilizzare
mezzi pubblici per il ritorno. E' stato il primo "Sentiero"
individuato e segnalato dalla Comunita' Montana Alta Langa, anche
se, nella parte finale, con un percorso diverso (dopo Mombarco correva
lungo il Belbo). Pensato per l' escursionismo a piedi, e' assolutamente
da consigliare anche per la mountain bike. La presenza di numerosi
posti tappa e alberghi lungo il percorso rende possibili "adeguamenti"
al proprio modo di camminare. E' cioe' possibile suddividendo in due
o tre tappe : gruppetti "tranquilli" lo hanno percorso anche
in cinque giorni, sicuramente senza affanno. Il sentiero e' segnalato
con tabelle in legno riportanti il logo "Sentiero della Valle
Belbo" o, abbreviato, "V. Belbo". Sono inoltre presenti
tacche rosso-bianco-rosse.
Sentiero della Valle Tanaro: Sviluppo complessivo di 34,6 km.
L' itinerario inizia a Castellino Tanaro e termina a Benevello. Percorre
tutta l' ampia dorsale che delimita il corso del Tanaro da Ceva ad
Alba, attraversandone anche alcuni tributari. La vicinanza della sommita'
delle colline con il fiume ha creato, in particolare nel tratto piu'
meridionale, condizioni difficili per l' escursionista : infatti,
mentre i centri abitati e le strade sono concentrati sulle dorsali,
nelle vallette laterali, difficilmente coltivabili e soggette negli
ultimi anni ad un forte spopolamento, stanno scomparendo stradine
e viottoli, sommersi sommersi dalle infestanti e rese impraticabili
da frane. Rendere percorribile l' itinerario descritto ha comportato
un notevole lavoro di ripulitura e, in qualche caso, la "riscoperta"
di vecchi percorsi. Il susseguirsi di frequenti saliscendi, anche
marcati, lo rendono consigliabile ad escursionisti ben allenati o
a ciclisti di buona tecnica in discesa (e disposti a spingere in salita).
Inoltre, trattandosi di un percorso di nuova ideazione, la vegetazione
(e, in qualche tratto, l' erba alta) potra' presentare, almeno inizialmente,
qualche problema, rendendolo non immediatamente individuabile. Occorre
anche tener conto delle numerose sorgenti che rendono alcune stradine
a lungo fangose. Meglio quindi non affrontarlo subito dopo abbondanti
precipitazioni. L' itinerario e' segnalato con tabelle in legno riportanti
il logo "Sentiero della Valle Tanaro" o, piu' brevemente,
"V. Tanaro". Sono inoltre presenti tacche rosso-bianco-rosse.